Intervista a Paolo Porelli

A cura di Lucia Aldinucci

Paolo Porelli è un pittore e scultore romano. Dopo una ricerca personale attraverso la ceramica riesce a interpretare i comportamenti critici dell'uomo di oggi con le relative conseguenze per l'ambiente. Le sue figure uniscono il presente con la memoria storico-artistica, delineando un immaginario rappresentativo di una mitologia ipotetica dei nostri giorni.


Se volesse descriversi come si definirebbe? Un pittore, un ceramista, un artista poliedrico?
Sono nato come pittore ma oggi mi considero più uno scultore quindi forse artista poliedrico in quanto utilizzo diverse materie per realizzare le mie opere.

La sua arte è soprattutto figurativa sia nella pittura come nella scultura. Perché questa scelta?
Uso la figura umana come rappresentazione simbolica dell'uomo, protagonista e responsabile dell'andamento storico e dell'impatto che ha sulla natura di cui è parte. La mia visione dell'uomo tuttavia è una percezione che proviene dalla sfera interiore, di natura metafisica, non naturalistica, quindi è di fatto un'astrazione.

Per lei l'uomo cosa rappresenta?
L'uomo per sua natura può essere positivo o negativo. Oggi il problema è l'influenza dellla quantità di persone che hanno sulla terra. La quantità ha un impatto sulla qualità in quanto deteriora l'ambiente, quindi ci dovrebbe essere una presa di coscienza dell'uomo, delle conseguenze irreversibili che sta determinando ma non so se ci riuscirà.

Che rapporto ha con la religione o meglio con la figura della Madonna protestante che si contrappone con quella di Civitavecchia?
Sono di origine cattolica ma credo nell' inconscio collettivo che ci accomuna tutti ontologicamente. La figura della Madonna è un'immagine di perfezione a cui mi piace credere. Le madonne protestanti è un progetto nato in Olanda che gioca a trovare relazioni sulle linee di confine tra religioni e la figurina della madonnina si è aperta ad un gioco infinito di interventi che mirano ad un'irraggiungibile
perfezione tramite l'imperfezione dei gesti trasformativi.

Cosa vuole comunicare con l’uso dei colori nella ceramica?
Già con la pittura il colore è protagonista del mio fare, con la ceramica ho mantenuto l'uso del colore ma con una coscienza diversa delle materie prime e il passaggio ulteriore del fuoco. Il colore è emozione, è un gioco per creare un equilibrio armonico, come per la musica degli accordi che ci emozionano pur descrivendo tutti gli aspetti degli stati d'animo

In cosa avrebbe voglia ancora di sperimentare?
È quasi un classico rispondere nella prossima opera che andrò a fare. In fondo è un eterno ricominciare e andare incontro al mistero della creazione. Realizzare una composizione di cui non se ne prevedeva l'esistenza é uno stupore che mi tiene sempre acceso. Ma il percorso non è mai lo stesso ci si arriva sempre per vie inaspettate. Comunque mi piacerebbe fare sempre cose più grandi e in questo caso devi per forza progettare un po'.

Quali sono le sue muse ispiratrice?
La storia dell'arte, la realtà del tempo che vivo, l'utilità di mandare un messaggio che possa aprire gli occhi, e conoscere me stesso.

Unire ceramica ed altri tipi di materiale rappresenta la ricerca un linguaggio diverso, un modo di esprimersi nuovo. Si ispira a qualcosa del passato o è una sua personalissima ricerca?
Unire i più diversi materiali sotto forma di oggetti ai miei manufatti in ceramica è stata un'esigenza quindi un impulso che non nasceva da una necessita di trovare un linguaggio nuovo. Tuttavia in arte si sono spesso combinate in un'opera materiali diversi, pensiamo al barocco o al cubismo o al dada.

Sente di aver realizzato i suoi sogni? E se sì, quanto è stata importante l'arte?
Da un punto di vista ho sempre fatto ciò che desideravo e quindi sono andato incontro ai miei sogni. C’è sempre poi un nuovo sogno per cui impegnarsi per cui vale la pena dare fondo alle proprio risorse e mettersi alla prova. La vita è un divenire che ci trasforma ad ogni tappa e l'arte è stata il mio mezzo conduttore.

Ha invece un sogno nel cassetto?
Essere più tollerante, più paziente più in grado di comprendere le immense contraddizioni che la vita ci porta innanzi. Il mio sogno sarebbe un uomo con più gratitudine e rispetto verso la natura che è arrivata a noi come un miracolo in miliardi id anni di evoluzione e non siamo in grado di capirlo

 

 

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