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Intervista a Gloria Tranchida

A cura di Lucia Aldinucci

Artista, dopo aver conseguito la laurea in chimica, insegue la sua passione per l'arte in modo particolare su tematiche ambientali, dando grazie alle sue opere, create con materiali da
riciclo, un messaggio di sensibilizzazione e denuncia ambientale. Ha un sogno nel cassetto: “essere apprezzata da qualche curatore che lavori per importanti gallerie ed esporre quindi  
in sedi più prestigiose per l’arte Contemporanea”.

Danza, laurea in chimica specializzandosi in “stampa di sicurezza e anticontraffazione”, poi Accademia di Arti Decorative S.Giacomo di Roma; tre momenti di formazione cosi diversi tra di loro... cosa c'è stato tra il prima ed il dopo?
La mia passione per l’arte c’è sempre stata ma a seguito di un brutto episodio di mobbing, che mi ha fatto perdere l’entusiasmo per l’attività lavorativa iniziale, mi ci sono dedicata con più convinzione ed energia iniziando una carriera artistica personale.

Lei ha a cuore il tema dell'ambiente e del riciclo. Come le è nata questa sua ispirazione?
Sono un chimico ed ho sempre seguito le tematiche ambientali e le problematiche di inquinamento anche dal punto di vista scientifico, per questo ho voluto usare l’arte come strumento di sensibilizzazione e denuncia ambientale; ho seguito inizialmente la corrente degli artisti del riciclo ed ho iniziato a fare upcycling della carta di scarto nelle mie opere, anche per la grande passione che ho sempre avuto per la carta come materiale avendolo studiato come chimico in laboratorio.

Che materiali usa per le sue opere? Quali sono le sue tecniche?
Nelle opere di Upcycling utilizzo carta e cartone salvati dai rifiuti, unendoli a colla, sabbia, acrilici, vernici e smalti, una tecnica mista materica messa a punto negli anni; ma poi i temi ambientali li affronto anche utilizzando la tecnica ad olio classica, gli acrilici, il carboncino….mi piace impiegare tutti i materiali, scegliendoli di volta in volta secondo l’ispirazione e l’idea da realizzare. Realizzo con la carta riciclata anche dei gioielli e mi piace molto la creatività che si vive nel mondo della moda .

In che cosa ancora vorrebbe osare e sperimentare?
Ho iniziato a cimentarmi nel tridimensionale con sculture in cartapesta, sempre riciclando imballaggi di carta, però vorrei iniziare anche a lavorare nel tridimensionale con la ceramica e magari con il vetro.

Se volesse descriversi in pochissime parole cosa direbbe?
Scherzando mi piace dire che sono un’artista riciclata, ho iniziato a fare denuncia ambientale in arte quando non ne parlava nessuno, credo di essere una pioniera quindi dell’arte ambientale in Italia.

Si confronta con altri artisti che, come lei , amano sperimentare o preferisce elaborare le sue opere da sola senza avere nessuna influenza da altri?
Mi piace il confronto con altri artisti, c’è sempre tanto da imparare da tutti, ma in particolare preferisco confrontarmi con quelli vicini al mio sentire, non tutti, nel 2017 abbiamo creato un piccolo collettivo con alcuni amici che lavorano sul Lago di Bracciano come me, ci siamo chiamati Co.A.La. (Collettivo Artisti del lago) e con alcuni di loro il confronto è vivo e molto positivo per le grandi affinità che abbiamo scoperto.

Cosa vorrebbe dire a quei giovani che desidererebbero affacciarsi nel mondo dell'arte?
Io non credo di poter insegnare loro nulla perché anche io sono solo “affacciata”, nel mondo vero dell’arte non sono ancora riuscita ad entrare, ma mi sembra di capire che è molto importante la socialità. Finora ho imparato questo e forse sono un po' migliorata anche io in questo, l’arte mi ha aiutato a socializzare, che non era per me spontaneo.

In questa società così fluida l'artista che posto ha? Può, attraverso le sue opere dare un contributo al cambiamento dell'ambiente in cui vive?
Mi sembra proprio di sì, quantomeno aiuta a sensibilizzare verso molti temi che con l’arte arrivano meglio al cuore delle persone.

Ha qualche sogno nel cassetto?
Sicuramente quello di essere apprezzata da qualche curatore che lavori per importanti gallerie ed esporre quindi in sedi più prestigiose per l’arte Contemporanea.

 

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