Intervista a RENATA MACCARO

A cura di Lucia Aldinucci

Renata Maccaro è nata a Roma dove vive e lavora.
La laurea in Lettere Moderne alla Facoltà di Magistero le ha permesso di capire, attraverso molte difficoltà, la sua vera natura: la ricerca artistica attraverso lo studio di altre culture extraeuropee e del loro rapporto con il Sacro e con l'Arte.
Autodidatta ha ricevuto molti premi dalla critica per le sue opere che sembrano parlare, raccontare ed emozionare  e, come dice lei stessa :" Sono il tuo specchio dove ti ritroverai in tempi remoti"

Da una laurea in lettere ad una pittrice affermata, come e quando è nato questo cambiamento?
La laurea in Lettere mi ha permesso il lavoro di insegnante per lunghi anni, ma è stata anche una finestra su una molteplicità di discipline che da sempre mi affascinavano e di cui volevo sapere sempre di più, come la Storia dell'Arte. Il cambiamento si è fatto strada in mezzo a molte difficoltà: obblighi pressanti, impegni lavorativi e familiari mi impedivano di prendere coscienza e dare ascolto a quella che tra tutte era per me la vocazione più importante e identitaria: la ricerca artistica. E' stato un percorso molto accidentato e sofferto che ha necessitato di cure specifiche.

Lo studio della filosofia orientale, linguistica e storia delle religioni hanno in qualche modo influenzato la sua Questi studi sono stati fondamentali per la conoscenza di altre culture extraeuropee, del loro patrimonio identitario in fatto di rapporto con il Sacro e con l'Arte. Inoltre la conoscenza approfondita della ricerca junghiana sull'inconscio collettivo, il Mito, gli Archetipi e l'Alchimia intesa come metamorfosi interiore è stata ed è tuttora l'humus della mia ricerca.

Cosa è per lei l'arte?
E' un salvavita e una terapia insostituibile, una narrazione, la ricerca di una verità, il tramite per una autodeterminazione interiore, sentirmi "centrata".

Che materiali usa nelle sue opere?
Colori acrilici, tempere, pastelli, smalti e stucchi.

Il suo sembra più uno studio interiore che trova la sua espressione nella pittura, cosa è per lei la spiritualità?
E' la ricerca costante di un significato che trascenda i limiti dell'esistenza insieme all' amore e al rispetto per tutti gli esseri viventi che come noi hanno pieno diritto alla vita e alla dignità. Nella pratica quotidiana questi valori vengono da me praticati e confermati adottando uno stile di vita convintamente antispecista.

A volte, nelle sue opere, usa colori pastello scuri che si sovrappongono tra di loro anche in modo informe come se volessero parlare...se, per assurdo, parlassero che messaggio vorrebbero dare al visitatore?
"Sono il tuo specchio dove ti ritroverai in tempi remoti"; penso di esserci riuscita come mi è stato testimoniato più volte: "Guardando le Sue opere, torno alle mie origini, alla primitività della mia anima..."

Si definisce una autodidatta il cui percorso è unico nel suo genere, tuttavia cerca il confronto con altri artisti?
Certamente, direi sempre.

Ha qualche sogno nel cassetto?
Una mostra che comprenda le opere del mio percorso artistico a cominciare dagli astratti, ma soprattutto la speranza che anche dopo il termine della mia permanenza terrena, le mie opere continuino a raccontare e ad emozionare.

In cosa vorrebbe ancora sperimentarsi?
In null'altro.

Se volesse descriversi in pochissime parole cosa direbbe?
Una viaggiatrice alla ricerca di una sé stessa accogliente e pacificata.

 

 

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